Due progetti, un solo obiettivo: proteggere e dare futuro ai bambini.
Per CENTO, sostenere significa guardare negli occhi chi ha diritto a un domani.
Nel triennio 2026-2028 abbiamo deciso di concentrare le nostre energie su due progetti UNICEF che rispondono a due esigenze profonde e urgenti: accesso all’istruzione dove è più difficile e protezione nei contesti di crisi.
Ogni risorsa raccolta viene destinata direttamente a questi programmi, perché ogni passo conti davvero.
Educazione e crescita in Tanzania
Per tornare a sognare, bisogna prima sedersi in classe.
In molte comunità della Tanzania, la scuola non è un diritto scontato: le lunghe distanze, la scarsità di materiali, la mancanza di strutture adeguate e la carenza di insegnanti rendono l’istruzione un obiettivo difficile da raggiungere. UNICEF lavora insieme a partner locali per superare questi ostacoli, sostenendo:
-
l’accesso alla scuola primaria e pre-primaria;
-
l’istruzione come spazio sicuro e di crescita per tutti i bambini;
-
materiali didattici e ambienti più adeguati allo studio;
-
progetti che migliorano l’acqua, i servizi igienico-sanitari e la salute nelle scuole, elementi essenziali perché un bambino possa davvero imparare.
L’educazione è la chiave che apre le porte del futuro: studiare significa imparare, sognare, resistere alle difficoltà, costruire competenze, sperare. È un gesto concreto che, nel tempo, trasforma intere comunità.
Perché scegliamo UNICEF
CENTO ha scelto di sostenere UNICEF perché l’agenzia opera dove i bisogni sono più urgenti e le risposte più complesse. UNICEF lavora da decenni in oltre 190 Paesi per garantire diritti fondamentali come salute, istruzione, acqua potabile e protezione dell’infanzia, ogni giorno, anche nei luoghi più difficili.
La nostra convinzione è semplice: affrontare le cause profonde delle disuguaglianze significa dare ai bambini non solo ciò che manca oggi, ma ciò che può cambiare il loro domani.
Protezione dei bambini nei contesti di crisi
Quando il mondo crolla, l’infanzia non può fermarsi.
Dalle guerre agli sfollamenti forzati, centinaia di milioni di bambini vivono in zone colpite da conflitti. In questi contesti, il pericolo non è solo la violenza fisica: è la perdita di punti di riferimento, di routine, di sicurezza, di possibilità di crescita e di gioco. UNICEF è presente dove la normalità si interrompe, con interventi mirati a proteggere la vita e l’infanzia.
Tra queste risposte, il lavoro in Gaza è uno dei fronti più gravi e dolorosi. Dopo anni di conflitto, le scuole sono state danneggiate o distrutte e decine di migliaia di bambini sono rimasti privati dell’istruzione. UNICEF ha lanciato l’iniziativa “Back to Learning”, potenziando spazi di apprendimento temporanei e sicuri per centinaia di migliaia di bambini, insieme a supporto psicologico e attività di protezione e recupero.
In contesti come questi, proteggere un bambino vuol dire restituirgli una routine, uno spazio sicuro, una possibilità di guardare al futuro – nonostante tutto.